martedì 21 aprile 2009

Ucciso

Fumi di vento,
Aria di tempesta.
La solitudine si taglia
Come fosse burro.
Fiumi in piena,
Bufera di collera.
Un uomo è morto stasera
E nessuno ne piange la scomparsa.
Un lampo ed il nulla.
Il piombo ha scavato,
L’acciaio ha trafitto,
Il fuoco ha devastato.
Nulla rimane
Se non un’anonima
Pozza di sangue nero.
Nero come la notte,
Quando muoiono le stelle.
Nero come il buio
Che spaventa i bambini.
Nero come l’uomo
Che vive negli incubi peggiori.
Nero come il nulla,
Dove ora vaga l’anima del defunto.
Un suono da lontano
E dopo solo silenzio.
Un silenzio che urla
Il terrore di chi l’ascolta.
Un silenzio che assorda
Chi sa che sta per morire.
Un silenzio che reclama l’anima,
Inondando di lacrime
Il viso di chi vi cade.
Perché questo?
Quale causa giustifica
Il massacro?
Quale fine vale la vita
Anche di un solo uomo?
Quale idea
È più forte del pianto di un bambino?
Quale potere
È più grande del dolore
Delle madri,
Delle spose,
Delle fidanzate
E delle figlie?
Petali di rosa
Portati via dal vento.
Profumi inebrianti
Uccisi dallo sterco.
Prati in fiore
Cancellati dall’asfalto.
Vite umane
Distrutte dalla guerra.

Flavio Coraglia

Nessun commento:

Posta un commento